Per quanto riguarda la classificazione, il sistema di Arthur Cronquist è superato dal sistema Angiosperm Phylogeny Group ideato, nel 1998, da un gruppo di botanici sistematici per le Angiosperme, oggi tecnicamente chiamate Magnoliophyta, e avvalendosi della possibilità di analizzare il contenuto molecolare del materiale
genetico e quindi di verificare la distanza o meno del grado di parentela delle specie fra loro.
La prima versione risale al 1998 quando è stato ideato (APG-I) al quale sono seguite altre versioni: APG-II nel 2003, APG-III nel 2009, APG-IV nel 2016.
*Eucotiledoni una particolare categoria di piante dicotiledoni con il polline che presenta tre solchi a differenza di altre dicotiledoni e delle monocotiledoni che presentano un solo solco.
Le monocotiledoni sono per lo più piante erbacee che hanno una sola foglia embrionale (es. la famiglia delle Poaceae come il Triticum), mentre le dicotiledoni, piante erbacee e arboree (200.000 specie circa) presentano due foglie embrionali.
La specie è l’unica categoria “naturale” mentre le altre sono tutte categorie create dall’uomo per raggruppare, in un qualche modo, la sterminata quantità di specie vegetali conosciute che esistono nel mondo e tutte quelle che ogni anno vengono scoperte.
Per specie si intende:
1) L’insieme di individui fra loro molto rassomiglianti che facilmente si distinguono da un altro gruppo di individui. Si tratta della definizione di specie su base morfologica.
2) Gli individui di una popolazione in grado di incrociarsi fra di loro.
Scendendo verso il basso si può incontrare nella classificazione la sottospecie, un gruppo di individui della stessa specie con proprie caratteristiche non molto differenti e che può essere paragonata alla razza geografica per gli animali.
Le varietà sono piante della stessa specie che si differenziano fra loro per alcune caratteristiche come il colore del fiore, la forma e il gusto di un frutto, il tempo di maturazione ecc… e che sono trasmissibili sia per via agamica che attraverso il seme.
La cultivar è invece la varietà di pianta coltivata ottenuta con il miglioramento genetico e che ha un interesse agronomico e merceologico che si trasmette sia con la propagazione agamica attraverso l’innesto, la talea, la margotta ecc…, sia per seme, ed è in qualche modo paragonabile alla razza degli animali selezionati a ottenere caratteri interessanti per le nostre esigenze (qualità della carne, del latte, come anche caratteri di altra natura per gli animali di compagnia, da traino, da corsa, ecc…)
Risalendo verso l’alto si incontrano il genere che è un insieme di specie e via via gli altri domini: la famiglia, l’ordine, la classe, il phylum o divisione e il Regno con i relativi sotto- o sopra-domìni, ciascuno dei quali caratterizzato da un proprio suffisso, ad eccezione di genere e specie. La specie, poi, è anche identificata da un
nome comune o nome volgare, il nome con il quale siamo soliti chiamare una specie di pianta, come lo zucchino, che ha come nome scientifico Cucurbita pepo L. Le specie di Cucurbita sono una quindicina (5 quelle eduli) e circa 500 le varietà. Fra le cultivar (varietà coltivate) commestibili si possono ricordare: zucca tonda senza tralcio, cocuzzella di Napoli, genovese, nano verde (o zucchino nero) di Milano, zucca lunga senza tralcio, sarzanese, striata pugliese. A queste si aggiungono gli ibridi F1 dove, per ibrido F1 si intendono piante che si ricavano da semi ottenuti da incrocio fra due linee di varietà che portano specifiche caratteristiche e che incrociandosi fra loro danno vita a ibridi con una caratteristica pregiata.
Ad esempio il peperone molto carnoso. I semi ottenuti da questi incroci sono più costosi dato il complesso metodo di ottenimento in serre isolate, onde evitare l’incrocio con pollini non desiderati:
l’ibrido F1 ottenuto da detti semi non produrrà semi che portano le stesse caratteristiche.
E’ tipico il caso del Mais. Un ibrido F1 viene scelto dal coltivatore perché con le caratteristiche che cerca: alta produttività e mais adatto ad essere insilato, a produrre granella per zootecnia, per produrre popcorn, farina per polenta ad uso umano ecc…
Se si riseminano i semi ottenuti dagli ibridi F1 non si otterranno tutte piante uguali con le stesse caratteristiche di altezza, produttività, caratteri organolettici, ma ritorneranno in parte i caratteri genetici latenti, diversi da quelli desiderati.
Le Angiospermae si suddividono in due grandi classi: Magnoliopsida o Dicotiledoni con 64 ordini circa 300 famiglie e Liliopsida o monocotiledoni con 11 ordini e oltre 70 famiglie.
Le Gimnospermae, infine, presentano le seguenti divisioni: Pinophyta o Coniferae; Cycadophyta; Ginkgophyta; Gnetophyta
tratto dal mio
79 – Le piante, che cosa sono e come si suddividono.
Giacomo Roggeri Mermet in Gruppo facebook: Conoscere le piante
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