Olea Europaea (sativa)

Olea europaea è specie del genere Olea appartenente alla famiglia Oleaceae e, secondo la classificazione più tradizionale, all’ordine Scrophulariales ordine che l’interpretazione filogenetica ritiene non avere più  alcun senso e quindi Olea europea apparterrebbe all’ordine Lamiales. Tuttavia il botanico austriaco  Richard von Wettstein evidenzia  che, poiché la famiglia delle Oleaceae è morfologicamente  assai diversa dalle altre Lamiales, propone la costituzione dell’ordine delle Ligustrales, proposta seguita anche dal botanico torinese Arturo Ceruti nell’opera “ll nuovo Pokorny” Si tratta di un albero sempreverde (spinoso allo stato selvatico ed è detto Oleastro)  di dimensioni variabili, con corteccia grigia e liscia fino a dieci anni e poi nodosa, nera. La circonferenza del fusto può raggiungere i 6 m. e può presentarsi anche ramificato fino alla base. Il suo apparato radicale è molto forte, la chioma è bassa, arrotondata ed irregolare. Questo albero bellissimo si sviluppa con grande lentezza ma è una pianta molto longeva. Può vivere normalmente anche alcuni secoli. Si segnalano olivi molto antichi: nell’isola di Creta vive un olivo che, secondo i botanici, può avere un’età compresa fra 2.000 e 4.000 anni e  a  Betlemme vi è un suo contendente che si pensa possa avere anche 5.000 anni.  Gli esemplari più antichi presenti nell’orto del  Getsemani,  secondo la radiodatazione al carbonio risulterebbero avere intorno ai 900 anni. Le foglie sono opposte, lanceolate,  di consistenza coriacea; la pagina inferiore è bianco- argentea, quella superiore di colore verde. I fiori, piccoli e biancastri, ermafroditi, sono riuniti in minuscoli grappoli ascellari con due  stami sulla corolla, 1 ovario supero, 1 stilo e 2 stimmi. Il frutto, l’oliva, è una drupa carnosa, ovale, con buccia dapprima verde e successivamente nero-rossiccia, oppure sempre  verde. Al suo interno è presente un nocciolo duro e legnoso. Olea europaea si distingue in varie sottospecie quali ad esempio la subsp. cerasiformis, cuspidata, maroccana. In Italia si coltivano alcune varietà fra le quali si ricordano: leccino,  taggiasca, moraiolo, frantoio,  nocellara. Le varietà esistenti sono comunque moltissime, circa 2.000. Le olive  si distinguono infine in olive da olio, olive da tavola e olive  a doppio uso.    

Caratteristiche

Informazioni aggiuntive

Irrigazione

Clima

Concimazione

,

Durata

Esposizione

Stagione

,

Substrato

Temperatura

esposizione


luoghi assolati e riparati.

fioritura


La fioritura ha inizio in aprile-maggio con la comparsa, sui rametti di un anno, dell’infiorescenza, detta mignola, formata da 10 fino a 30 fiori.
arte

nel medio evo usato nelle chiese per alimentare le fiammelle. E’ sempre stato simbolo di castità; nel XVI sec. si credeva che l’albero, per dare molti frutti, doveva essere piantato e coltivato da donne vergini.

medicina


povero di grassi saturi, molto usato nella dieta mediterranea. La Struttura dell’Oliva ed il contenuto in Olio: Esocarpo – Buccia: 1% Mesocarpo – Polpa: 70% Endocarpo – Nocciolo: 29%. In passato usato anche nella cosmesi, per la cura del corpo. Ha proprietà febbrifughe, astringenti, antinfiammatorie. La droga usata sono i frutti e le foglie che possono essere raccolte tutto l’anno.

letteratura


L’Olivo è coltivato fin dai tempi più antichi nel bacino del mediterraneo e vi sono testimonianze che risalgono all’uomo del periodo quaternario. Dell’Olivo parlano Catone, Virgilio e Plinio nelle loro opere. Dall mediterraneo è stato quindi portato nel continente americano dove è attualmente coltivato.
L’Olivo è citato una settantina di volte nella Bibbia e nel Corano ne è descritto uno misterioso. Dai frutti dell’Olivo si ricava olio sacro, che rigenera spiritualmente; per questa ragione nell’Antico testamento si ungevano i sacerdoti ed i re per consacrarli.

segnalazioni


 

storia


L’Olivo è coltivato fin dai tempi più antichi nel bacino del mediterraneo e vi sono testimonianze della sua coltivazione che risalgono al periodo quaternario. Dell’Olivo parlano Catone, Virgilio e Plinio nelle loro opere.
Quest’albero modesto e generoso, fu sempre amato ed apprezzato come un dono divino. Dopo il diluvio universale, una colomba portò una foglia d’olivo a Noè , sull’Arca, come segno di pace e simbolo di speranza. Testi antichi dimostrano che la coltivazione dell’Olivo risale ad almeno 6000 anni fa. Il ramoscello di olivo è da sempre simbolo di pace, e fratellanza, noto fin dai tempi dei primi cristiani; la corona formata dai suoi rami è dono ambito, premio per i vincitori delle Feste Panatenee e dei giochi olimpici nell’antica Grecia.

viaggio


L’olivo è originario dell’Asia, si è poi diffuso in Grecia, in Sicilia, quindi nella penisola iberica. All’epoca di Ulisse, ad Itaca dovevano vegetare esemplari centenari e giganteschi se dal tronco l’eroe riuscì a ricavare il talamo nuziale.
Dal mediterraneo è stato quindi portato nel continente americano dove è attualmente coltivato.
Coltivato con successo anche come bonsai. Come le piante da cui derivano, anche gli olivi bonsai resistono anche in condizioni colturali difficili ma patiscono il freddo e le correnti d’aria.

concimazione


usare concimazione che fornisca azoto, fosforo, potassio e molti altri microelementi, migliorando contemporaneamente le proprietà fisiche del suolo e la sua permeabilità.  Ottimo il letame ben maturo prima della messa a dimora nella buca scavata preventivamente. in vaso, prima della fioritura, si utilizzi del concime liquido.

irrigazione


L’Olivo vive in ambienti aridi, ma in primavera, in piena terra,  necessita di irrigazione di soccorso. In presenza di piante giovani è importante intervenire nei periodi siccitosi. In vaso è opportuno effettuare una regolare irrigazione dalla primavera fino all’autunno per cessarla all’arrivo dell’inverno.

potatura


La potatura è indispensabile sia all’inizio dell’impianto quando si sceglie la forma che la pianta dovrà avere anche in considerazione della varietà e delle condizioni ambientali, sia per mantenere tale forma.  Anche in vaso si deve operare una potatura iniziale e poi quella di mantenimento. Molto valida sembra essere, in vaso, la forma di allevamento molto bassa con 3 o 4 rami che si dipartono dalla base del tronco.

malattie


L’olivo è soggetto alle seguenti malattie, alcune molto gravi:
– Mosca dell’olivo
– Tignola  dell’olivo
– Cocciniglie varie
– Cotonello (insetto appartenente alla famiglia degli Psillidi)
– Rogna dell’olivo (batterio Pseudomonas savastanoi)
– Carie dell’olivo (a seguito di attacchi fungini)
– Xilella fastidiosa (batterio Gram negativo trasmesso dalllo Philaneus spumarius che causa danni gravissimi e la morte della pianta. Particolarmente colpiti sono gli oliveti della Puglia dove sta facendo delle  vere  e  proprie stragi  ma vi sono focolai anche a Nizza, in Corsica, in Germania e  in Kosovo.

particolarità


L’Olivo è pianta molto longeva, anche perché riesce a rigenerare completamente o in buona parte l’apparato epigeo e ipogeo che siano danneggiati. Teme il freddo e le gelate.

temperatura


Predilige un clima temperato, senza sbalzi di temperatura.

rinvaso


Si effettua durante la primavera, ogni 2 anni circa, utilizzando un terriccio di coltivazione finché le dimensioni lo consentono. Successivamente si sostituisca  la parte più superficiale della terra.

substrato


media fertilità, suolo anche poco profondo, calcareo e sassoso. La predilezione è per terreni freschi e ben drenati.

propagazione


Può essere effettuata tramite l’uso dei cosiddetti “mammelloni” che sono degli ingrossamenti alla base della pianta, ma che talvolta si sviluppano sul fusto. Possono essere utilizzati anche i polloni radicali o la moltiplicazione per talea. Naturalmente può anche essere seminato ma dalla semina è difficile ottenere piante uguali alla pianta madre bensì piante  con notevole disomogeneità.

clima


temperato-caldo

durata


perenne

origine


Siria
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