Piante geofite: bulbi, rizomi, tuberi

Il genere Galanthus appartiene alla famiglia Liliaceae e all’ordine Liliales. Si tratta di bulbose distinte in varie specie e fra queste ricordiamo in particolare: Galanthus nivalis il comune Bucaneve che cresce nei boschi di latifoglie in Italia. Galanthus elwesii Tipico della Turchia occidentale e presenta fiori particolarmente grandi Galanthus alpinus tipico del Caucaso  

Caratteristiche

Informazioni aggiuntive

Irrigazione

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Concimazione

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Esposizione

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Substrato

Temperatura

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Piante geofite


Le piante geofite sono piante che superano la stagione invernale portando gli organi deputati al superamento della stessa sottoterra al riparo dal freddo. Esse si distinguono in bulbose, rizomatose, tuberose.

bulbi


Sono costituiti da foglie e fusti modificati che assumono una funzione di riserva sotterranea resistendo al freddo invernale avendo anche, e principalmente, la funzione di propagazione vegetativa della pianta.  In primavera il bulbo da luogo ad una nuova pianta o a più piante se si sono formati dei bulbilli aderenti ad esso e poi distaccantesi dalla pianta madre. Non mancano casi di piante bulbose, come alcune specie del genere Allium, che producono bulbilli sulle infiorescenze.
I bulbi accumulano sostanze di riserva al termine della loro stagione vegetativa e si pongono in uno stato di riposo. Possono essere formati da più strati, come la cipolla.
La forma è varia e può essere allungata o tondeggiante.
Opposte alle foglie si dipartono le radici che in genere sono fascicolate.
Il bulbo è un organo di propagazione vegetativa di alcune piante che si aggiunge alla riproduzione sessuale che avviene con la produzione del polline che penetra fino all’ovario attraverso lo stigma e lo stilo.

rizomi


È un fusto modificato, ingrossato e sotterraneo nel quale si accumulano amidi e proteine che consentono alla pianta di superare la fase invernale per poi emettere nuove gemme in primavera e rispuntare all’esterno. Questo fusto si sviluppa orizzontalmente. Esempi di piante rizomatose sono la Dalia, lo Zenzero, l’Asparago, il Mughetto. Non va confuso con lo stolone che è pur esso allungato ma corre sopra la superficie del terreno come ad esempio la fragola, la gramigna rossa, la Saxifraga, la Potentilla ed altre ancora.

tuberi


Sono delle strutture ingrossate di alcune pianta che hanno lo scopo di accumulare riserve energetiche come amido e inulina utili per sopravvivere durante il periodo freddo invernale. L’inulina è un polimero del fruttosio i cui monosaccaridi hanno un legame B-glicosidico e non risultano digeribili. I lipidi sono presenti in quantità assolutamente trascurabile mentre le proteine sono scarse. Nei tuberi troviamo ancora potassio, zinco, selenio ed alcune vitamine come la vitamina C. Il riscaldarsi del terreno alla fine dell’inverno risveglia le gemme presenti nel tubero che darà origine – a sua volta –  ad una o più piante sfruttando le sostanze accumulate nel tubero e quindi accrescendosi assorbendo con le nuove radici le sostanze necessarie per il compiersi del ciclo vitale. Non tutti i tuberi sono sotterranei come è il caso della patata. Talora l’ingrossamento è quello del fusto principale come nel caso del ciclamino, del ravanello, del cavolo-rapa. Vi sono anche dei tuberi aerei che si ritrovano in alcune piante tropicali come quelle del genere Dioscorea.  Nell’alimentazione umana il principale tubero utilizzato è la patata che ha uno scopo principalmente energetico in quanto apporta carboidrati oltre a sali minerali e vitamine. La patata dolce o batata (Ipomoea batatas) non è, invece, un tubero bensì un rizotubero, una radice ingrossata.  
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